Virtus Film Room: quanto è bello il mondo in post basso?

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Una vittoria che ci voleva, praticamente obbligatoria, quella della Virtus in terra pistoiese. Contro un avversario già arrivato all’obiettivo la settimana scorsa che, comprensibilmente, non ha giocato la propria miglior partita stagionale.

I bianconeri hanno fatto, invece, la propria gara. Anche loro senza brillare particolarmente, ma eseguendo in maniera ordinata il piano partita che, soprattutto offensivamente, è nato da due considerazioni di base:

  • L’assenza di Umeh privava la squadra di un tiratore da tre punti micidiale, abbassando di molto la pericolosità della Segafredo da dietro l’arco, anche in conseguenza dei tanti minuti che Pajola, tiratore ancora tutto da costruire, avrebbe dovuto giocare;
  • Pistoia è squadra di grande impatto a rimbalzo, tra le prime cinque del campionato per percentuale di rimbalzi catturati difensivi, offensivi e totali;

Il focus, così, è stato quello di cercare i tiri a maggior percentuale possibile, contestualmente sbilanciandosi poco o niente a rimbalzo d’attacco, per non rischiare di regalare contropiedi e punti facili alla The Flexx, che così avrebbe potuto mettersi in partita e diventare molto più insidiosa di quello che è stata.

Il piano, materialmente, è stato eseguito cercando insistentemente il post basso di Aradori e Slaughter, sfruttando al meglio i mismatch favorevoli ai due (Aradori marcato spesso da Laquintana, più leggero e inesperto, Slaughter da Ivanov, difensore molto rivedibile).

Da questa situazione la Virtus, col minimo sforzo, ha raccolto tantissimi punti (dodici in coppia nel solo primo quarto per Pietro e Marcus), tenendo bassi i ritmi e tutelandosi in transizione difensiva in caso di tiro sbagliato.

Come si vede, infatti, al momento del tiro ci sono sempre tre giocatori coi piedi fuori dai tre punti pronti a tornare in difesa per non lasciare spazi aperti. Di fatto la Virtus sapeva che, abbassando i ritmi e giocando su metà campo, Pistoia avrebbe fatto grande fatica a batterla.

Ne è venuto fuori un primo quarto quasi d’altri tempi: 23 punti frutto di 17 tiri (10 a segno) tutti da due punti. Nessun tentativo da tre punti per dieci minuti filati. Un caso più unico che raro, a maggior ragione considerando come la Virtus non disdegni certo la conclusione pesante (sesta per percentuale di tiri da tre punti tentati sul totale dei tiri presi, 30.1%).

Un bel segnale di lucidità della squadra, che così ha incanalato la partita, conducendola poi bene fino al termine del terzo quarto e traballando in parte solo nell’ultimo periodo, pagando una difesa più aggressiva su Aradori, qualche errore di troppo su tiri facili e un po’ di sofferenza a rimbalzo difensivo.

BONUS TRACK: La maturità di Alessandro Pajola

Altri ventisei minuti per Alessandro Pajola, anche domenica in campo con grande solidità. Certo, la distanza del contributo che porta in difesa rispetto a quello offensivo è ancora siderale, ma è tangibile, di domenica in domenica, come aumenti la consapevolezza del ragazzo, che mostra sempre di più tutta la maturità di cui dispone. Che a diciannove anni non è proprio scontata.

Qui un esempio:

Nel primo highlight lo si vede gesticolare mentre esegue un taglio. Sta suggerendo il movimento da fare sullo schema a Jamil Wilson che, comprensibilmente, appena arrivato, ancora non si ritrova nel gioco chiamato da Ramagli. Trovarne di ragazzini 19enni dotati della presenza di spirito per fare una cosa del genere con uno che stava in NBA fino all’altro ieri.

Nel secondo highlight dell’azione Pajola fa un cosa che magari può sfuggire all’occhio, ma nuovamente racconta della sua presenza di spirito. Dopo aver bloccato per Slaughter, non si limita a sfilare via per lasciargli libera l’area, ma per un secondo, riconoscendo il vantaggio, si ferma sotto canestro, facendo cuneo con il corpo e provando a chiamare palla per la ricezione. E’ un dettaglio, che però lo mantiene pericoloso e non permette alla difesa di rilassarsi e, magari, mandare più facilmente un raddoppio proprio su Slaughter. Sul cui attacco, peraltro, si muove bene per mantenere sempre viva una possibile linea di passaggio.

Piccole cose, che testimoniano però la crescita di un giocatore che sta diventando sempre più importante per questa squadra.

Nickfiumi

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