Virtus 2018/2019: il giudizio della redazione sul nuovo roster

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E’ stato un mercato decisamente scoppiettante quello condotto dalla Virtus: otto uscite, otto entrate (con la firma odierna di Cappelletti). Roster completo con ampio anticipo sull’inizio della stagione. Una delle prime squadre in serie A a dare al proprio coach i dieci effettivi per la stagione.

[Le schede di presentazione dei nuovi acquisti: Cournooh, Kravic, Punter, Qvale, Taylor, M’Baye, Martin]

Una squadra che deve riscattare una stagione finita male e si tuffa in un 2018/2019 da vivere, possibilmente, sulla cresta dell’onda, come possibile mina vagante sia in Italia che in Europa.

Vediamo insieme, allora, quelli che sulla carta possono essere i punti di forza e debolezza di questa squadra.

PREGI

Tiro da tre punti/Potenziale offensivo

Si è puntato, assecondando una preferenza di Pino Sacripanti, a prendere giocatori che possano essere molto pericolosi da dietro l’arco. Nell’ultima stagione Tony Taylor, Kevin Punter, Amath M’Baye e Kelvin Martin hanno viaggiato da dietro l’arco, rispettivamente a: 41%, 37%, 38% e 39%. A questi vanno aggiunti Pietro Aradori, al 35% l’anno scorso ma sempre pericoloso da tre punti, e il 42% di Filippo Baldi Rossi. Se c’è una cosa che possiamo attenderci per la prossima stagione è che la Virtus non finirà tredicesima nel tiro da tre.

E sicuramente il potenziale offensivo sarà interessante. Se l’anno scorso, nel momento in cui Aradori e Alessandro Gentile non ingranavano attorno si faceva fatica a trovare un attaccante affidabile, nel prossimo campionato la musica dovrebbe essere differente. Ci sono cinque giocatori che hanno chiuso la passata stagione in doppia cifra di media. Più M’Baye che due anni fa a Brindisi viaggiava attorno ai venti punti e Qvale, che si è attestato sui nove punti in diciotto minuti, dimostrando in carriera di poter essere un punto di riferimento affidabile offensivamente se necessario.

Atletismo/Fisicità

Sul perimetro sono stati aggiunti giocatori in grado, con gambe esplosive, di battere facilmente il proprio uomo dal palleggio. Tony Taylor ha come prima opzione del suo gioco il penetra e scarica. Amath M’Baye è un quattro che fa le proprie fortune partendo da fuori per battere difensori più lenti e creare scompensi nella difesa. Kelvin Martin stesso, con l’esplosività di cui dispone, può penetrare quando e come vuole. E sul perimetro, come abbiamo visto, ci sarà gente più che competente ad attendere gli scarichi.

In generale la Segafredo 18/19 avrà grande tasso di fisicità, integrato dai centimetri e i chili di Brian Qvale e Dejan Kravic.

Maturità/Esperienza

Altra scelta che è piaciuta molto è stata quelle di puntare su giocatori nel pieno delle proprie carriere. Nessun nuovo acquisto sotto i 27 anni o sopra i 30. Il lasso temporale in cui fisicamente e mentalmente un giocatore raggiunge, di solito, il proprio picco.

Inoltre, gli acquisti sono stati all’insegna dell’esperienza Europea: tutti i nuovi arrivi hanno giocato almeno in una stagione una coppa. C’è chi, come Brian Qvale e Tony Taylor, lo ha fatto più volte, chi, come Kravic, una volta sola. In mezzo Kevin Punter è campione in carica di Champions League. Non si è lasciato nulla al caso: servono atleti che vadano in campo sapendo cosa li attenderà e pronti al doppio impegno settimanale.

DIFETTI

Rimbalzi

Detto dei pregi, passiamo ai difetti, sempre potenziali. A prima vista la squadra potrebbe avere qualche problema a rimbalzo. Qvale e Kravic sono tanto grossi quanto non esattamente specialisti in materia di carambole sotto i ferri. M’Baye è un quattro atipico, più perimetrale che giocatore d’area, un po’ come Baldi Rossi. Insomma, dalla batteria dei lunghi il contributo sotto i tabelloni potrebbe non essere scintillante. Da vedere, allora, come esterni fisici come Taylor e Martin potranno compensare questa eventuale mancanza.

Playmaking

Tony Taylor è giocatore assolutamente competente nella posizione. Ma dietro la Virtus potrebbe avere qualche problema di profondità, se è vero che l’unico altro playmaker “puro” è Alessandro Pajola che, con grande felicità di tutti i tifosi, ha fatto la squadra ma a cui non si può certo chiedere la luna e deve essere pensato più come terzo play che come primo cambio dello stesso Taylor. C’è poi Cournooh, utility guy, che però è una combo che si giostra tra i ruoli di 1 e 2, dando soprattutto versatilità difensiva e senza particolari doti in attacco. Insomma, al pronti via la Virtus è sicuramente coperta nello spot, ma in caso di problemi di falli o, il dio del basket ce ne scampi, di infortuni a Taylor il rischio è di avere qualche problema.

La scommessa M’Baye

Non è un vero e proprio difetto, quanto il punto di attenzione maggiore, la scommessa più grande fatta dalla dirigenza. L’ex Milano sembra essere il giocatore con la più grande differenza tra best e worst case scenario. Meglio e peggio che, peraltro, abbiamo già visto, rispettivamente a Brindisi e Milano. Come raccontato anche nel nostro ultimo podcast, starà a lui capire di doversi mettere a disposizione di un gruppo talentuoso, cercando di integrarsi senza essere continuativamente la prima opzione dell’attacco. Lo spot di “4” nel basket di oggi è cruciale, tanto più nel gioco di Sacripanti che ha sempre avuto giocatori di un certo livello lì. Se M’Baye saprà dare il meglio di sé per la Virtus sarà un trionfo su tutta la linea. Al contrario, il ruolo di ala forte potrebbe essere un problema per il secondo anno di fila.

I VOTI DELLA REDAZIONE DI VNERA

Nicolò Fiumi: “Mi piace l’idea di avere una squadra matura, ma né troppo giovane, né particolarmente vecchia. Martin è un mio pallino e già solo per lui il mercato sarebbe da sufficienza per quanto mi riguarda. Punter potenziale colpo di mercato e Qvale acquisto che potrebbe essere stato sottovalutato. Mi sembra sia una squadra pensata bene, con giocatori che si incastrano tra di loro. Molto girerà attorno alle lune di M’Baye, ma a occhio mi sembra l’unico vero rischio preso. Per il resto giocatori testati e solidi. Mia idea è che il materiale per divertirsi ci sia eccome. Voto 7,5.”

Davide Trebbi: “Virtus fatta con logica e seguendo le idee del nostro nuovo coach. La curiosità è che mezza squadra e Sacripanti hanno firmato per un anno con opzione di rinnovo a favore della società il prossimo anno. Abbiamo voglia di progettare e costruire e questa è una mossa assolutamente da non sottovalutare. Mi è piaciuta anche a me la firma di Martin, tutto gira secondo me anche dall’intesa offensiva tra Aradori e Punter. Infine con questa squadra tutti devono sbattersi in difesa e aiutarsi, senza però ottenere obbligatoriamente in premio un tiro per aver piegato bene le gambe. Voto 7.”

Nickfiumi

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