Virtus-AS Monaco: il post partita di Vnera

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All’ultimo tiro. Una Virtus a lungo in difficoltà supera in una partita importantissima per il girone un’ostica Monaco. Milos Teodosic illumina con la sua classe abbacinante il Paladozza e ci lascia abbagliati, ancora una volta.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Vince la Virtus 77-75.

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ANDAMENTO DELL’INCONTRO: C’è Nikolic in quintetto per le assenze di Weems, al capezzale del padre malato, e Cornoouh, scavigliato dell’ultimo minuto. Parte bene la V con Gaines e Gamble molto attivi e va 14-9 con punti dei due mori, ma inizia a sbagliare molti tiri aperti, due con il 35 che comunque tiene il campo e difende bene, dando una sostanziosa mano anche a rimbalzo. Entra Milos, lo seguono Hunter e Pajola nelle rotazioni molto accorciate dei bianconeri che non si staccano, di là Buckner e Yeguete tengono Monaco attaccati alla partita nonostante pessime percentuali da entrambe le parti.

Fa sentire il fisico Monaco nel secondo quarto, ancora con Yeguete e con O’Brien che diventerà un fattore nella gara. Toglie finalmente il coperchio da tre punti Teodosic dopo ben 15 minuti, ma si continua a segnare poco rispetto alla qualità dei tiri. Si va al tè sul 35 pari e l’impressione di una gara dura anche per le energie che non sembrano abbondare tra i bianconeri.

Monaco prende il controllo della gara nel terzo, ancora a base di un gioco sporco e cattivo, concesso dagli arbitri che rincarano la dose con una serie di fischi – e non fischi – che non favoriscono la qualità tecnica dei bianconeri. Hunter si becca pure il terzo tecnico della serata, dopo uno a Milos ed uno alla panchina, dopo essere stato steso a rimbalzo difensivo. Entra Pajola e cambia l’inerzia difensiva del quarto, consentendo ai suoi di rientrare fino al 49-51 di fine terzo quarto.

Clemmons e O’Brien continuano a far male e Monaco scappa a inizio ultimo quarto, anche perché la Virtus non fa canestro mai. Massimo vantaggio dei transalpini al 6, +11 e la sensazione che la partita stia in qualche modo scappando. Markovic mette finalmente una tripla, due buone difese ed un altro tiro da tre, preziosissimo, di Baldi Rossi dall’angolo. -5 con le energie nervose ed il genio di Teodosic a ispirare e concludere. Sotto canestro si fatica, e allora Djordjevic gioca la carta dei due 4 (che pare molto più efficace di quella dei due 5…), e quando Hunter rientra la partita è ancora aperta. A 1’38”, -4. Hunter da sotto con un bellissimo movimento spalle a canestro firma il -2 e Gaines fa la cosa più bella della sua partita subendo fallo da O’Brien. Si torna di là, Milos assiste Markovic che segna da 3, sorpasso insperato. Yeguete fa 1/2 a 25″. Milos prende un fallo e realizza i due liberi, ma 5 secondi sono sufficienti a Monaco per pareggiare ancora on O’Brien, gran partita la sua.

E qui finisce la partita ed inizia la poesia, la musica, l’arte, di Milos Teodosic. Un secondo e tre decimi che dureranno anni nella mente e nelle emozioni di chi aspettava durante il timeout, vedeva la palla partire dalle mani di Pajola dalla rimessa dal lato, Teodosic uscire da un blocco cieco, raccogliere quel passaggio battuto, coordinarsi, far uscire dalle sue dita uno squillo morbido di tromba, quello che ancora abbiamo nelle orecchie come preso a prestito da una sinfonia di Beethoven. La retina accarezza, rispettosa, la palla. Ognuno ha la sua gioia, per un momento si dimentica tutto, si abbraccia la colonna del Paladozza ed il vicino sconosciuto. E ci si sveglia il giorno dopo con quello squillo, morbido come la rotazione di quella palla arancione e la carezza del cotone bianco dentro l’anello di ferro, ancora nelle orecchie.

Grazie, Milos.

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LE PAROLE DEI PROTAGNISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Tanta fatica a trovare tiri da due punti

Si può certo dire che la Virtus abbia faticato molto contro l’ottima difesa dei francesi. E c’è un dato che testimonia questo: 26 tiri tentati da due punti contro i 31 tentati da tre. Numero che chiarisce bene come la Segafredo abbia trovato grande difficoltà a prendere tiri ad alta percentuale, specie in area. La squadra di Obradovic, fisica e atletica, ha lavorato bene nel contenimento dell’uno contro uno e dei roll di Gamble e Hunter, fermati fisicamente. Non a caso, il momento di grande difficoltà nel terzo quarto è coinciso con un frangente di partita in cui la VNera è riuscita a tirare in vernice solamente due volte in dieci minuti.

2. What’s up Frank?

Momento complicato per Frank Gaines, che ieri ha giocato una partita strana. Ha iniziato davvero bene, segnando diversi canestri, allungando la transizione virtussina e facendo, come al solito, il suo in difesa. Poi, come gli sta spesso capitando, è come se qualcosa si fosse rotto. Un tiro sbagliato. Un fischio mancato. Ed è andato in confusione, non riuscendo più a riprendersi, forse anche penalizzato dal fatto che, per via delle rotazioni corte, Djordjevic non abbia praticamente potuto mai dargli un attimo di respiro (36′ per lui in campo). Un tunnel più mentale che tecnico, come evidenziato dell’inusuale 0/2 ai liberi che nel finale ha rischiato di costare tantissimo. In una squadra che sta facendo della durezza mentale il suo tratto distintivo questa sua debolezza, al momento, risalta ancora di più.

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3. Nervi a fior di pelle

Continua ad essere molto nervosa la Virtus. Anche ieri tre falli tecnici complessivi tra giocatori e panchina. La tendenza, quando gli avversari iniziano a mettere le mani addosso e a difendere forte, a perdere un po’ il controllo è abbastanza marcata. Ed è un difetto da correggere. Per l’impatto difensivo di Monaco è stato solo un assaggio di quello che sarà in futuro se, davvero, l’obiettivo è arrivare almeno in finale. Questi cali non sono giustificabili.

4. Il provvidenziale quintetto col “doppio quattro”

Nel momento in cui la partita sembrava ormai andata (-11 a metà quarto periodo), Djordjevic ha varato il quintetto col doppio quattro in campo: Ricci e Baldi Rossi. Ed è stata una trovata molto importante sugli equilibri della gara. Non tanto per il parziale (5-4 in circa due minuti), ma perchè ha ridato fiducia offensiva a una Virtus che sembrava non poter segnare mai. Una tripla di Baldi Rossi ha dato il via allo show finale e, in generale, il capitano virtussino ha fatto molto bene in quel frangente, anche con un paio di giocate difensive.

5. La situazione in classifica

Terminato il girone d’andata di questa prima fase di Eurocup vale la pena di iniziare a dare uno sguardo alla classifica e fare i primi ragionamenti. Al momento la Virtus è prima a pari merito, seconda per via della sconfitta a Patrasso, lei pure a quota otto punti, avendo vinto, con un gran secondo tempo, a Andorra. Insegue Monaco, sotto di due punti, poi Andorra, ferma a due vittorie. Ulm e Maccabi sembrano, obiettivamente, un gradino sotto. Guardando al girone di ritorno, diventa fondamentale la partita casalinga col Promitheas, dove l’obiettivo sarà ribaltare il -9 dell’andata. Occhio alla trasferta sul campo di Andorra e al re match con Monaco. Vietato sbagliare settimana prossima in casa con Ulm e sul campo del Maccabi.

Redazione

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