Virtus-Pesaro: la presentazione della partita

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Diciottesima di campionato ed è tempo di antiche rivalità. Arriva al Paladozza la Vuelle Pesaro nemica di mille (145 in verità…) battaglie. Marchigiani ultimi in classifica e alla disperata ricerca di punti, a maggior ragione dopo la sanguinosa sconfitta interna di domenica scorsa con Reggio Emilia. Ma che non vanno assolutamente sottovalutati, come dimostrano le sconfitte in volata con Avellino e a Venezia, oltre alla vittoria di metà gennaio con Sassari. Certamente, oggi, gli uomini di Spiro Leka sono una squadra più insidiosa di quanto non sia stata la Betaland sette giorni fa.

Certo, come Capo D’Orlando anche la Vuelle ha una difesa non certo irreprensibile: ultima per defensive rating, con 115.7 punti concessi ogni cento possessi. Sulla carta, insomma, la Virtus ha di fronte l’avversario giusto per riproporre quanto di ottimo visto in riva al mare domenica scorsa.

Ma come gruppo e singoli Pesaro ha giocatori molto pericolosi e una rotazione che, col rientro di Mario Little (7,7 punti di media in 23,5 minuti), è di fatto a otto e può spingersi a nove con qualche comparsata di Michele Serpilli.

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Il pericolo pubblico numero uno è ovviamente Dallas Moore, una delle maggiori novità del campionato e grande protagonista fin qua: 19 punti di media col 54% da due e il 33% da tre, 113.1 di offensive rating. E’ il classico tipo di giocatore che la Virtus fin qua ha dimostrato di poter soffrire parecchio (Nic Moore di Brindisi, Randy Culpepper di Cantù gli altri esempi). All’andata si infortunò dopo poco, spianando la strada a una vittoria Virtus che comunque non fu semplice, e richiese uno dei migliori Alessandro Gentile della stagione.

Moore è un giocatore veloce, capace di segnare in vari modi: può battere l’uomo dal palleggio per andare al ferro (tira i liberi con l’84%), segna in arresto e tiro, non ha percentuali da tre scintillanti, ma se entra in ritmo fa molto male: ha segnato in due casi quattro triple in una partita, una volta cinque e un’altra volta sei contro Varese. Fermato lui è fermato buona parte dell’attacco biancorosso. Che, peraltro, già di suo non brilla particolarmente: tredicesimo per offensive rating, con 106,4 punti per 100 possessi (la Virtus è sesta a 110,9).

Altri due giocatori che la Virtus soffrì parecchio all’andata furono i due lunghi, Eric Mika e Manuel Omogbo, atleti diversi per caratteristiche ma che hanno il necessario per mandare in confusione la front line bianconera. Dotato di stazza e buoni mani, Mika sta producendo una stagione numericamente di tutto rispetto (14 punti e 7 rimbalzi di media col 51% al tiro), mentre Omogbo, più sottodimensionato ma estremamente fisico, è in odore di doppia doppia media, con 11 punti e 9,4 rimbalzi a incontro, pur con percentuali di realizzazione inferiori. Il loro duello contro i pari ruolo bolognesi, già privati di Ndoja e Gentile, che giocò preziosi minuti da quattro all’andata, sarà un’altra chiave del match.

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Come detto in apertura, la Vuelle ha recuperato da qualche tempo Mario Little, che dà ordine al gioco, senza strafare, ma con un ruolo molto importante nel dare ampiezza alle rotazioni dello staff marchigiano, in particolare in un reparto esterni che necessiterebbe come l’aria di un tiratore da tre punti affidabile. Pesaro, infatti, è ultima in serie A per percentuale di realizzazione da dietro l’arco, con appena più del 30% delle conclusioni mandate a bersaglio.

Degli altri del back court, infatti, solo Pablo Bertone ha percentuali di tiro rispettabili (37%), mentre Marco Ceron, al secondo anno con Pesaro, e Diego Monaldi si fermano rispettivamente al 32 e 25.

Sotto canestro, poi, troviamo quell’Andrea Ancellotti l’anno scorso a Treviso, che sarebbe l’unico della squadra con un net rating positivo (+7.9), ma gioca davvero un ruolo marginale (meno di 14’ di impiego medio), ed è pertanto una statistica da prendere con le molle. Certo, la sua stazza dentro l’area fa comodo, anche se spesso manca della rapidità e qualità di esecuzione per essere davvero un fattore a questo livello.

In definitiva, come detto, una partita assolutamente alla portata, con la Virtus che deve avere il chiaro obiettivo di vincere: per continuare a migliorare una classifica sempre più bella, ma soprattutto perché poi ricomincerà il ciclo terribile, con l’arrivo, in sequenza, di Sassari, Venezia, Milano e Brescia, tre delle quali in trasferta e con in mezzo la pausa per la Coppa Italia.

Nickfiumi

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