Virtus Bologna-VL Pesaro: il post partita di VNera

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La Virtus fa il suo compito, battendo Pesaro in una partita non bella ma sempre condotta e in sostanziale controllo. Si torna dentro le otto e adesso l’attenzione va alle Champions, anche se per strada si è perso nuovamente Kelvin Martin, che sarà fermo tre settimane a causa di un problema muscolare.

GAME INFO

RISULTATO: vittoria per 78-70.

ANDAMENTO GARA: partita che ha visto la Virtus comandare sempre nel punteggio. In particolare ci sono stati un paio di momenti, nel secondo quarto (38-22) e nel terzo (57-41), in cui sembrava che i bianconeri potessero ammazzare la partita, ma Pesaro è sempre rientrata, grazie a una grande pressione difensiva, che ha forzato un numero di palle perse inusuale (17) per la Virtus, regalando tanti punti in contropiede, buoni per ovviare alle difficoltà dell’attacco a metà campo, la dove la difesa Virtus ancora una volta ha giocato un’ottima partita. Nel finale decisivo un doppio tecnico Lyons-Boniciolli a indirizzare definitivamente la partita.

FATTORE X DELL’INCONTRO: La maggiore qualità e profondità della Virtus hanno prevalso su una Pesaro volenterosa e vogliosa di riscatto, ma che ha avuto il nulla assoluto dalla propria panchina.

CLASSIFICA: La Virtus è prima per classifica avulsa nel gruppone a 12 vittorie. Brescia e Sassari inseguono a 11. Il quarto posto dista appena 2 vittorie in una classifica che sta diventando una vera tonnara, con 9 squadre in 6 punti.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Ancora una vittoria a rimbalzo

Partiamo da un bel dato: seconda vittoria consecutiva a rimbalzo per la Virtus, che aveva vinto il confronto sotto le plance sei volte nelle prime 21 giornate. Buon lavoro un po’ di tutti, dai 7 di Moreira, ai 6 di M’Baye, ai 5 di Kravic ma anche di Punter e Aradori, a conferma di un discreto lavoro in tagliafuori che si è visto più di altre volte.

2. Aradori extra lusso

Per chi scrive, quello di ieri è stato il miglior Pietro Aradori della stagione. Non solo e non tanto per quello che ha fatto in attacco, 19 con 3/3 dall’arco e buonissime scelte, ma per come ha difeso costantemente sugli esterni di Pesaro, in particolare sul P&R passando spessissimo sopra il blocco e forzando un paio di perse davvero di intensità. Se Aradori difendesse sempre così sarebbe un vero lusso.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

3. Rientro difensivo problematico

14 punti a 2 in contropiede su palla recuperata, parecchi canestri subiti in transizione primaria o secondaria. Nel prepartita avevamo parlato del PACE di Pesaro, che tende a fare molta transizione, e della opportunità di rallentarla. Obbiettivo parzialmente riuscito per i 74 possessi concessi ma molto meno per l’efficacia degli stessi. La Virtus è stata spesso efficace nella difesa a metà campo, ma in transizione gli accoppiamenti rapidi ed anche, quando necessario, qualche fallo furbo a metà campo è mancato.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

4. Sempre in controllo

L’andamento un po’ a soffietto dei vantaggi Virtus, che è stata sino a +18 per essere poi rimontata, riallungare e vedere nuovamente ridotto il suo vantaggio, non deve però far perdere di vista il fatto che pur in una partita non brillante non c’è stato un solo momento in cui si è avuta la sensazione di poterla perdere ed in cui Pesaro si sia riavvicinata a meno di tre possessi. Anche la prontezza di Djordjevic nel chiamare i timeout su due miniparziali di 4-0 per Pesaro ha contribuito a mantenere la partita sempre in controllo.

Il flusso delle rotazione dei giocatori nel corso della partita (consigliamo di aprire l’immagine in una nuova finestra per visualizzarla meglio)

5. Il fattore Martin

Il più classico dei giocatori della cui importanza ti accorgi quando non c’è. Ieri Erik McCree ha fatto un partitone con momenti di vero dominio ed è stato un rebus molto complicato soprattutto a inizio terzo quarto, quando ha messo in enorme difficoltà Baldi Rossi, che ha pure difeso al massimo delle sue possibilità ma non ha potuto evitare un 8-0 personale che ha riaperto parzialmente l’incontro. Martin è essenziale per marcare questi giocatori atipici, 3 con fisico e tiro che possono giocare da 4 in quintetti bassi, e purtroppo non c’è un giocatore in Virtus che possa prendere il suo posto in questo ruolo. Ieri quello che l’ha fatto meglio a tratti è stato Aradori quando Pesaro giocava con Zanotti da 4. Abbassando il quintetto, Boniciolli ha trovato i minuti migliori proprio grazie a McCree.

Nicola Bonazzi

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