Virtus-Reggio Emilia: la parola alle statistiche

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Vittoria con Reggio Emilia e qualificazione alle Final Eight. L’ultimo week end di campionato, come già visto, ha portato ottime notizie in casa Virtus. Andiamo dunque ad analizzare cosa ci hanno detto le statistiche avanzate della partita contro Reggio Emilia.

Intanto, come possiamo vedere dal grafico, si può spezzare il roster che è sceso in campo contro la Grissin Bon in tre tronconi. Uno, formato da Slaughter, Baldi Rossi, Lawson e Lafayette che, tra attacco e difesa, ha avuto il rendimento migliore. Un altro, composto dai fratelli Gentile e Michael Umeh, che ha giocato una partita più che sufficiente, con Umeh eccellente nel primo tempo e un po’ sparito nel secondo, Alessandro Gentile che ha fatto esattamente il contrario e Stefano, più costante, ma con meno picchi, in positivo o negativo. E infine la coppia Aradori-Ndoja, la più in difficoltà, anche se soprattutto da un punto di vista difensivo. In attacco, ad esempio, Ndoja ha avuto ottimi rilievi (121,7 di rating offensivo), mentre Aradori ha avuto una giornata più complicata nella metà campo offensiva, ma in difesa è forse eccessivamente penalizzato, considerato l’ottimo lavoro svolto in uno contro uno su Della Valle. E, infatti, alla fine ha avuto comunque un plus/minus positivo con +8.

Risalta sicuramente l’ottimo rendimento del pacchetto lunghi. Slaughter, Baldi Rossi e Lawson (seppur, quest’ultimo, con un campione di minuti abbastanza ristretto) sono stati i migliori della squadra, contro un reparto avversario non di secondo livello, con Reynolds, Wright e Cervi (pur limitato da problemi fisici). E tra questi spicca ancora una volta Marcus Slaughter, che alla solita difesa ha unito una partita offensiva di estrema efficienza. Addirittura 181,3 il suo rating offensivo, a fronte di un 108,2 difensivo comunque migliore del rendimento generale di squadra che si è attestato sul 110,1. Statistica inficiata soprattutto dal pessimo primo tempo.

Il centro ex Real Madrid è stato il protagonista silenzioso dell’ultima striscia di partite in cui la Segafredo ha inanellato quattro successi in cinque apparizioni in campo. In questo lasso di tempo Slaughter ha un net rating medio di +39,9, un dato eccezionale, certamente da prendere con la molle e inserire in un più ampio contesto di squadra (tradotto “letterale” vorrebbe dire che con lui in campo la Virtus segna 40 punti in più degli avversari ogni centro possessi), ma che testimonia bene la centralità del lungo nel sistema di Ramagli. Un numero che, tra l’altro, non viene scalfito nemmeno dal tracollo di Avellino dove, come avevamo già visto, è stato l’unico ad ottenere un net rating positivo. Il plus/minus ci consente di normalizzare un po’ questa statistica. Nelle ultime cinque partite, infatti, Slaughter si attesta sul +2 a incontro, rilievo positivo e più realistico (anche qui, “letteralmente” significa che con lui in campo la Virtus è stata avanti in media di due punti).

Vedendo le statistiche delle ultime cinque partite, notiamo come anche Pietro Aradori, che pure non sta brillando particolarmente, sia tra i primi sia per net rating che per plus/minus, statistica che evidenzia come, nonostante le apparenze, il numero 21 della Virtus stia comunque facendo il suo, cercando di rendersi utile alla causa anche nelle partite in cui non riesce ad incidere come vorrebbe in attacco.

Accomunati da un destino simile sono, invece, i due playmaker, Oliver Lafayette e Stefano Gentile. Entrambi tra i peggiori, Gentile in particolare, per quanto riguarda il net rating, ma tra i primi per plus/minus, rilievo abbastanza particolare e che può avere varie interpretazioni. Se da un lato il net rating risente spesso di un ritmo che manca all’attacco anche per responsabilità diretta dei due creatori di gioco, il plus/minus positivo è però indice di come la loro presenza, in un modo, difesa, o in un altro, buon raziocinio da leggere soprattutto nel contenuto numero di palle perse che la Virtus produce, influisca positivamente sull’andamento della squadra.

E proprio la buona gestione del pallone, fin qua, è stata una delle migliori caratteristiche della Virtus. Al giro di boa i bianconeri sono terzi per TO Ratio, la percentuale di possessi di una squadra che termina in una palla persa, con il 14,5% dietro solo a Cantù e Brescia. Contro Reggio Emilia, addirittura, la percentuale è stata del solo 9,6%. Lo stesso Lafayette, tra i playmaker della serie A, è terzo a sua volta in questa categoria, perdendo palla solo nel 10% dei possessi che passano per le sue mani, davanti a gente come William Hatcher, Nic Moore, Jordan Theodore e Luca Vitali.

Una caratteristica, questa, della quale ha parlato con soddisfazione lo stesso Ramagli e che se conservata verrà sicuramente molto utile nel prosieguo del campionato.

Nickfiumi

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