Virtus e ritmo gara: con chi si corre, con chi si cammina

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Nuovo approfondimento statistico per VNera.

Settimana scorsa abbiamo visto più nel dettaglio le difficoltà a rimbalzo della Virtus, indagandone alcune delle cause. Oggi, prendendo spunto dalle nostre statistiche relative all’On/Off Court dei giocatori, ci concentriamo sul ritmo partita, cosiddetto Pace: in sostanza il numero di possessi che una squadra gioca nell’arco dei 40′.

Proviamo a farlo cercando di capire quali sono i giocatori che incidono maggiormente sui ritmi di gioco della Virtus, alzandoli o abbassandoli.

Diamo subito un riferimento assoluto: in media la Virtus, fin qua, ha prodotto 73,3 possessi a incontro (parametrati sui 40′). Quindi tenendo a mente questo dato possiamo vedere come il penultimo arrivato in bianconero, Yanick Moreira, sia il giocatore che, stando in campo, alza di più i ritmi di gioco della Virtus. Nei suoi circa venti minuti medi di impiego la Virtus ha marciato a 75,2 possessi giocati per 40′.

Il pace medio tenuto dalla Virtus nei minuti in campo di ogni giocatore

Dietro di lui c’è un gruppetto di giocatori con numeri abbastanza simili, tutti tra i 74,7 possessi di Amath M’Baye e i 74,1 di David Cournooh, con in mezzo Kevin Punter, Kelvin Martin e Alessandro Pajola.

Con Dejan Kravic (73,7), Tony Taylor (73,2) e Pietro Aradori (72,7) si giocano un numero di possessi molto vicini a quella che è la media globale di squadra, mentre i ritmi si abbassano sensibilmente quando in campo ci sono Filippo Baldi Rossi (72,2 possessi), ma soprattutto Brian Qvale (70,9 dato che non sorprende, considerato la stazza e il tipo di giocatore) e Alessandro Cappelletti (70,5 possessi di media per la Virtus con lui in campo, dato più basso in assoluto, qua si con un po’ di sorpresa, ma anche riferito a un minutaggio molto contenuto).

Il dato, normalmente e comprensibilmente, si ribalta se guardiamo il ritmo che tiene la Virtus quando i giocatori non sono in campo. Con una eccezione.

Il ritmo di gioco più alto, considerando i numeri relativi ai minuti passati dai giocatori non in campo, la Virtus lo tiene nei minuti in cui non c’è Pietro Aradori. Lui e Brian Qvale condividono i 74,3 possessi che la squadra genera nei momenti in cui loro non giocano. Anche qui, dato che conferma le sensazioni del campo, con Aradori che è un signor attaccante, ma certo non uno con la tendenza a cercare costantemente il campo aperto o il tiro rapido.

E’ Amath M’Baye, invece, il giocatore che più influenza lo stile di gioco della squadra.

Con lui in campo, infatti, la Virtus gioca oltre quattro possessi in più ogni 40′ rispetto a quando è in panchina, la differenza tra i 74,7 di quando è in campo e i 70,4 di quando è seduto, dato che da solo equivarrebbe al pace più basso di tutta la serie A (attualmente detenuto da Varese con 70,7 possessi per partita).

Impatto sensibile anche per Kevin Punter (+3,3 possessi su 40′ con lui in campo) e, al ribasso, per i sopracitati Cappelletti e Qvale (-3,1 e -3,4 possessi giocati su 40′ con loro in campo).

Capitolo a parte per Mario Chalmers. Solo due partite giocate e circa 25′ complessivi in campo sono troppo pochi per giudicare attendibile la statistica a lui relativa. Ci sarà da aspettare almeno un po’ di gare giocate per vedere anche il suo reale impatto sotto questo aspetto.

Nickfiumi

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