La Virtus e la scelta Champions: il punto dopo il girone d’andata

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Pausa per le Nazionali che, si  può dire, finalmente è arrivata. Una Virtus che a Pesaro ha dato logici segni di stanchezza dopo quindici partite in quarantanove giorni, con Martin fuori da inizio novembre e Qvale non al meglio. Undici vittorie in quindici gare. Ma tutte le sconfitte arrivate in campionato, con, da contraltare, il record di Champions League per il miglior avvio di sempre nella competizione.

Ma quindi, dopo un girone di partite, che idee ci siamo fatti di questa Coppa Europea e come possiamo giudicare l’avventura della Virtus?

LA CHAMPIONS E UN GRUPPO DI AVVERSARIE DI SPESSORE

La discussione che più insiste sulla principale coppa FIBA è quella relativa al valore delle avversarie. Mancano nomi di alto lignaggio, almeno per quello che è il basket odierno. Ci sono squadre che hanno fatto la storia della pallacanestro continentale (AEK Atene, Olimpia Lubiana, la stessa Virtus), ma che oggi non sono certo allo splendore dei loro giorni migliori. Ciò non toglie, però, che fin qui il campo abbia mostrato un livello più che accettabile. Insomma, niente a che fare con l’Eurochallenge di qualche lustro fa. La Virtus, forse, ha pescato bene come girone. A oggi i gruppi più competitivi sembrano quello di Venezia (con Tenerife, Unet Holon e PAOK Salonicco) e soprattutto il C, con Hapoel Gerusalemme, AEK Atene, Bamberg e Fuenlabrada, mentre quello dei bianconeri appare con un talento medio abbastanza distribuito ma senza grandi picchi. Ciò non toglie che le avversarie siano comunque insidiose. E basta anche andare a vedere i record delle avversarie dei bianconeri nei rispettivi campionati nazionali.

Il record, nei propri campionati nazionali, delle avversarie Virtus in Champions League

Strasburgo ha dato l’impressione di essere la squadra più solida, Klaipeda è la classica rognosa squadra lituana, Patrasso una sorpresa destinata a durare e il Besiktas un gruppo zeppo di talento, che al momento non ha ancora trovato la quadra. E occhio alla possibile crescita di Bayreuth o Ostenda. Solo Lubiana fin qua è apparsa fuori dai giochi.

L’EUROCUP RESTA UN LIVELLO SUPERIORE, FORSE TROPPO PER QUESTA SQUADRA

I dubbi estivi sulla scelta della società di “parteggiare” per la FIBA e accettare la Wild Card per la sua massima competizione per club erano legittimi. Eurocup, disponibile a sua volta ad accogliere la Virtus, è un torneo sotto egida ULEB, ergo Eurolega, e di livello superiore come tasso tecnico. Ma forse, proprio per questo motivo, la scelta più conservativa di affrontare la Champions ha avuto senso. Il percorso netto della squadra in Europa ha, finora, avuto l’effetto di un fondamentale toccasana per ambiente e spogliatoio. Con un percorso non privo di intoppi in campionato, le vittorie a raffica in Coppa hanno permesso al gruppo e ai tifosi di mantenere alto il morale, rialzandosi sempre dai capitomboli domestici con fragorose vittorie continentali. Brava la squadra a trasformare potenziali trappole, come le trasferte di Istanbul dopo il KO con Venezia o la partita interna con Bayreuth dopo la scoppola presa da Cremona, in occasioni per rialzarsi. Bastava poco per renderle motivo di ulteriore depressione, ma il gruppo ha sempre risposto presente, timbrando vittorie pesanti che hanno garantito un proseguo del cammino più sereno.

Il record delle squadre italiane impegnate in Eurocup (aggiornato all’ottavo turno di Coppa)

Poniamo, per assurdo, che la Virtus oggi si fosse trovata in Eurocup a condividere il destino di una Brescia o una Trento, entrambe a 3-5 in Coppa, con l’attuale 4-4 accumulato in serie A: già possiamo immaginare il clima che si sarebbe respirato attorno alla squadra.

LA QUESTIONE PREMI: PERCHE’ ANCHE I SOLDI FANNO LA DIFFERENZA

Dove la Champions League risulta, oggettivamente, superiore all’Eurocup è nel comparto premi.

Dalla tabella la differenza risulta abbastanza evidente, in particolare per chi, come la Virtus al momento, vuole pensare a portarsi a casa la Coppa. Il premio per la vincitrice di Champions League è più che doppio rispetto a quello di Eurocup.

Il dettaglio dei premi previsti in Eurocup e Champions League per ogni passaggio di turno

In termini assoluti, chi vince la prima coppa FIBA mette in cassa 1.220.000 euro, contro i 760.000 garantiti da ULEB. L’accesso alla semifinale di Eurocup porta 310.000 euro. Un quarto posto di Champions 360.000, che diventano 420.000 in caso di terza piazza. Perdere la finale in casa ULEB vuol dire mettere in tasca 585.000 euro, in casa FIBA 620.000. Totali a cui vanno sommati circa 110.000 euro che riceve ogni squadra partecipante (in Eurocup sono 125.000). Insomma, differenze sensibili che, sommate a una difficoltà tecnica, come visto, inferiore, fanno pendere la bilancia della scelta verso la Champions League, almeno in termini utilitaristici: sforzo inferiore, resa superiore.

APPEAL SUL MERCATO DEI FREE AGENT

Infine, fattore da non sottovalutare, essere oggi l’unica squadra imbattuta in una competizione europea (insieme ai Bakken Bears, però partecipanti alla Europe Cup) mette la Virtus in una condizione di attrattività molto diversa nei confronti di eventuali target di mercato. Gli americani in particolare, si sa, guardano molto al palcoscenico europeo che consente di mettersi in vetrina più di un campionato nazionale. Così, quando la dirigenza bianconera guarderà ai free agent per rinforzarsi, ammesso che lo faccia, potrà mettere sul piatto anche un gruppo che lotta per ottenere risultati di spessore anche a livello Champions. Fattore assolutamente da non sottovalutare e che potrebbe indurre anche un giocatore ad accettare qualcosa in meno a livello di stipendio.

 

Insomma, sebbene a tendere l’obiettivo della Virtus deve essere quello di arrivare alla massima competizione europea, quindi l’Eurolega, cioè passare sotto la ULEB, a oggi la scelta effettuata di iscriversi in Champions League non sembra sbagliata. Certo, ora starà alla squadra concretizzare quanto di buono fatto fin qui, per cercare di centrare a fine stagione un importante obiettivo.

Nickfiumi

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