Virtus-Tenerife: il post partita di VNera

Tempo di lettura 4 minuti
448 letto

La Virtus si mette in tasca la Champions League 2018/2019. Annichilito anche l’Iberostar Tenerife, che pure arrivava al week end da favorito. Dominio difensivo della Segafredo, come in semifinale. E come in semifinale Kevin Punter mattatore.

GAME INFO

Risultato finale: vittoria per 73-61.


La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Virtus d’assalto dal primo possesso: Martin ruba a metà campo e va a inchiodare il primo vantaggio bianconero. Che non sarà più recuperato. L’intensità difensiva della Segafredo è la stessa, se non superiore, a quella di venerdì. Non c’è paura di fare a sportellate sotto canestro, mentre sugli esterni si resta incollati ai pantaloncini degli avversari. Tenerife sembra impreparata a tutto questo. Non è impreparato, invece, Kevin Punter. Che prosegue, come contro il Bamberg, a segnare da ogni posizione. 10-2, 15-4, 20-8 a fine primo quarto. E’ una Virtus sempre in fuga, mentre Tenerife sparacchia a salve. Si mette in moto anche il miglior Amath M’Baye dell’anno e bianconeri sono sempre più lontani: 31-14 al 15esimo, 38-24 all’intervallo. Nel secondo tempo l’Iberostar prova a sporcare la partita a sua volta. Si alza l’intensità dei contatti, si prova a creare nervosismo. Ma la Segafredo non esce mai di testa dall’incontro. Ci sono adesso Aradori e Chalmers a mettere giocate decisive. 58-44 a 10′ dal termine. Passano i minuti e Tenerife va sempre più da Abromaitis e Iverson. Arriva il -6 a 1’30” ma è salvifico Chalmers, che inventa una canestro a centro area da vero campione. E’ il pugno da KO. E’ il colpo che regala definitivamente il trionfo alla Virtus.

FATTORE X DELLA PARTITA: quando la partita comincia a prendere una brutta piega, nel secondo tempo, diventano fondamentali Pietro Aradori e Mario Chalmers, che trovano tre o quattro canestri difficilissimi e danno ossigeno vitale ai propri compagni.

PROSSIME PARTITE: Passerella finale per la Virtus domenica 12 maggio alle 20.30 al Paladozza per l’ultima, inutile, partita di campionato contro Varese.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. La metamorfosi difensiva è completa

La Virtus questa Champions League l’ha vinta con la difesa. E il discorso non vale solo per la finale di ieri. Nelle sei partite di playoff disputate i bianconeri sono diventati una specie di carrarmato nella propria metà campo, lasciando gli avversari alla miseria di 89 punti per cento possessi. La partita con Tenerife è stata la ciliegina sulla torta. Otto giocatori su dieci sotto 100 di defensive rating, Tenerife tenuta a 86 di rating offensivo con un 5/37 da tre punti non casuale e generato soprattutto dalla voglia dei bianconeri di mollare mai, anche nelle uscite sui tiratori.

ON/OFF Giocatori vs Tenerife

GIOCATOREPOSSESSI
OFFENSIVI (ON)
PUNTI
SEGNATI (ON)
POSSESSI
DIFENSIVI (ON)
PUNTI
CONCESSI (ON)
OFFENSIVE RATING (ON)DEFENSIVE RATING (ON)NET RATING (ON)POSSESSI
OFFENSIVI (OFF)
PUNTI
SEGNATI (OFF)
POSSESSI
DIFENSIVI (OFF)
PUNTI
CONCESSI (OFF)
OFFENSIVE RATING (OFF)DEFENSIVE RATING (OFF)NET RATING (OFF)ON/OFF
Taylor394838291237647302533328297-1562
Martin303829241278245393542378989045
M'Baye526152461188830181219156880-1242
Moreira36463838128100273327332381691215
Punter5161515112010021191220106450146
Kravic31273123867412384640381219526-13
Chalmers3230363292893374335291168234-31
Aradori4135443784850283827241368848-49
Baldi Rossi181219156880-12526152461188830-42
Cournooh17717104259-17536654511259431-48

2. Punter e M’Baye, che numeri!

Se da una parte del campo la differenza l’ha fatta una difesa di squadra encomiabile, in quell’altra i mattatori sono stati due: Kevin Punter e Amath M’Baye. 42 punti complessivi con 12/21 dal campo e 7/8 da tre. Punter, per non saper ne leggere ne scrivere, nel week end ha lasciato lì anche otto rimbalzi di media. Le statistiche avanzate sono ancora più altisonanti: 172 (!) l’offensive rating di Punter, con 79 di defensive (il net rating non lo stiamo neanche a calcolare…), 143 di offensive e 100 di defensive per M’Baye. La Virus ha investito forte per averli decisivi in questi momenti e, questa volta, loro non hanno tradito.

3. Quintetto titolare decisivo

Una della mosse vincenti di coach Djordjevic nelle due partite di Anversa è stata quella di trovare il miglior quintetto titolare possibile. Lo schieramento All Blacks Taylor-Punter-Martin-M’Baye-Moreira ha letteralmente dominato le partite quando è stato in campo. Quasi 26′ complessivi tra semifinale e finale, +24 di plus/minus, 124 di offensive rating e 74 di defensive. La Segafredo, in questo modo, ha sempre cominciato le partite da una posizione di netto vantaggio (22-11 il primo quarto con Bamberg, 20-8 con Tenerife) e da lì non si è mai voltata indietro.

Quintetti schierati vs Tenerife

QUINTETTOPossessi
Offensivi
Punti
Offensivi
Possessi
Difensivi
Punti
Concessi
Offensive
Rating
Defensive
Rating
Net
Rating
Plus/Minus
Martin - M'Baye - Moreira - Punter - Taylor23332219143855814
Aradori - Chalmers - Kravic - M'Baye - Taylor252025002505
Aradori - Baldi Rossi - Chalmers - Kravic - Punter120022702272
Aradori - Kravic - M'Baye - Punter - Taylor220010001002
Kravic - Martin - M'Baye - Punter - Taylor120020002002
Aradori - Baldi Rossi - Cournooh - Kravic - Taylor74725829292
Chalmers - Cournooh - Martin - M'Baye - Moreira2110530531
Aradori - Chalmers - Kravic - M'Baye - Punter86857760171
Baldi Rossi - Chalmers - Kravic - Martin - Punter1222200106940
Aradori - Chalmers - M'Baye - Moreira - Taylor00100000
Aradori - Martin - M'Baye - Punter - Taylor20200000
Aradori - M'Baye - Moreira - Punter - Taylor00120200-200-2
Aradori - Chalmers - M'Baye - Moreira - Punter10121114119133-14-2
Chalmers - Kravic - Martin - M'Baye - Punter10230136-136-3
Aradori - Chalmers - Cournooh - M'Baye - Moreira10230150-150-3
Aradori - Baldi Rossi - Chalmers - Cournooh - Kravic72752971-42-3
Aradori - Baldi Rossi - Kravic - Punter - Taylor2236100200-100-4

4. Tony Taylor in contro tendenza

Il bello di manifestazioni come le Final Four è che tutto quello che fino a quel momento è stato la regola, può essere sovvertito per una notte. E in finale la Virtus ha visto ribaltarsi quella che, solitamente, era stata una costante: Tony Taylor fuori partita, in linea di massima, significava vedere il volto peggiore della Segafredo. Non contro Tenerife. Il playmaker non ha certo giocato la sua miglior partita: 4 punti in 23′, alla fine fuori per falli, abbastanza nervoso e latente alla gara (solo il 13% di usage per lui). Ma in quei 23′ la Virtus ha messo tra sè e gli spagnoli 19 punti di scarto. Cosa impensabile nella stragrande maggioranza della partite giocate, ma segnale di una maturazione di gruppo che, alla fine, ma nel momento più importante, è arrivato.

5. Ha vinto lo stile meno estremo

Dicevamo nella presentazione della gara come Tenerife fosse una squadra con uno stile di gioco molto particolare. Ritmi bassi e tiri o al ferro o da tre punti, togliendo quasi interamente dallo spartito il così detto mid range game. Cosa accaduta chiaramente anche contro la Virtus, come possiamo vedere dalla mappa di tiro.

La zona tra l’area e l’arco di Tenerife è praticamente vuota

Il disastro da dietro l’arco, però, ha condannato gli spagnoli. E, di fatto, la Virtus ha vinto la partita anche diversificando maggiormente il proprio gioco rispetto agli avversari. Se dividiamo le percentuali di tiro per zone vediamo come la Virtus abbia tirato 11/21 in area, contro il 13/25 di Tenerife, e 7/16 da tre contro il 5/37 degli iberici. Complessivamente 43 punti segnati dai bianconeri e 41 dalla squadra di Vidorreta. La quale, però, ha messo assieme uno 0/3 dalla zona intermedia, dove, al contrario, la Virtus, pur non brillando, ha tirato fuori 12 punti, con 6/17. Dodici punti che sono esattamente lo scarto con cui si è chiuso l’incontro.

Nickfiumi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *