Virtus-Torino: il pre partita

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Partita nuovamente cruciale per la Virtus, domani a mezzogiorno contro la FIAT Torino. E siccome le sfighe non arrivano mai da sole, i piemontesi, dopo aver attraversato un periodo piuttosto nero (quattro sconfitte consecutive tra coppa e campionato), arrivano al Paladozza belli carichi, avendo strapazzato domenica Milano e mercoledì Parigi in Eurocup.

Chiaro che gli animi sono diametralmente opposti rispetto a quelli che al momento regnano in casa Segafredo, dove si attende di vedere quale sarà stato l’effetto di una settimana con parole di fuoco della proprietà e allenamenti a porte chiuse.

Torino dicevamo. Squadra profonda (undici giocatori in rotazione con doppia cifra di minuti giocati in media) e di talento. Che però in attacco non è esattamente un orologio svizzero, anzi. I piemontesi hanno il penultimo attacco del campionato per offensive rating davanti solo a Milano: 103.7 punti per 100 possessi. Mentre la Virtus, drasticamente calata nelle ultime settimane, si assesta comunque a 105.3. Dove gli uomini di Luca Banchi fanno la differenza è in difesa. A sorpresa soprattutto fuori casa. Se in casa, infatti, la FIAT è un mezzo disastro nella propria metà campo (111.8 punti concessi per 100 possessi, anche se domenica ha tenuto Milano a 59 punti segnati), in trasferta si trasforma, passando a concedere solo 99.6 punti per 100 possessi.

In generale la squadra gialloblù è caratterizzata da enormi alti e bassi e ancora non si può dire abbia trovato la quadratura del cerchio. Basta vedere il grafico relativo ai rating difensivi di ogni singola partita fin qui giocata. Un ottovolante.

Nel roster spicca, ovviamente, il nome di Sasha Vujacic, arrivato anche in conseguenza del gran rifiuto di Pietro Aradori in estate. L’ex New York Knicks sta giocando una signora stagione e ha già determinato più di una vittoria dei piemontesi, nel gruppone delle seconde con sette vittorie e tre sconfitte (e che quindi, se dovessero diventare più continui sarebbero davvero molto pericolosi). Viaggia a quasi 13 punti di media con il 40% da tre punti e per esperienza e talento è il pericolo pubblico numero uno.

Così come sarà determinante lo scontro in area tra Slaughter e Trevor Mbakwe, giocatore decisivo per la FIAT: +31.4 il suo net rating. Con lui in campo c’è una presenza decisiva sia come scarico per i pick & roll che in difesa, dove con la sua agilità e lunghe leve altera parecchi tiri. Diante Garrett è il playmaker, con discreta taglia ma tiro ondivago (31% da tre), bravo però a far girare la squadra (6.1 assists).

Lamar Patterson e Deron Washington, poi, danno stazza sugli esterni. 12+5 il primo. 9+7 il secondo. Non sono giocatori particolarmente belli da vedere ma portano grande dose di energia e fisicità e sono fondamentali per il gioco di Torino. In particolare nella metà campo difensiva, dove con la loro versatilità possono marcare diversi tipi di giocatori. Non a caso sono i due giocatori con i rating difensivi migliori del roster: 97.7 Washington, 101.3 Patterson.

Poi c’è il gruppo italiano, dove, chiaramente, si notano soprattutto l’ex amatissimo Peppe Poeta e Valerio Mazzola, che ha lasciato un ricordo decisamente meno positivo da queste parti.

L’ex capitano gioca minuti limitati, come un po’ tutta la panchina, ma cerca di sfruttarli dando ordine e qualche sporadica scintilla di energia delle sue. Mazzola fa soprattutto gregariato. Per ora poco meno di 13’ di impiego senza lasciare troppo il segno, ma stabilmente in rotazione.

Interessanti, invece, David Okeke, classe 1999, lungo e secco, cresciuto tanto e che si sta ritagliando sempre più spazio, e Antonio Iannuzzi,  ala/centro arrivato lo scorso anno. Il suo ruolo si è ridotto in questa stagione, ma è un lungo che può produrre in attacco in pochi minuti, anche se è apparso uno dei giocatori più in difficoltà della squadra fin qua. E in settimana ha rilasciato anche qualche dichiarazione non proprio entusiasta.

Dunque, i pericoli per la Virtus stanno soprattutto nella metà campo offensiva. Spesso in casa gli uomini di Ramagli si sono esaltati nei momenti in cui hanno saputo accendersi, trascinandosi dietro anche la difesa, faticando non poco, invece, quando il pallone non è entrato nel canestro con continuità.

L’obiettivo è quello di, eventualmente, riuscire a rimanere concentrati sulla partita anche nel caso in cui la difesa della FIAT dovesse avere un impatto capace di spegnere l’attacco virtussino. Facendo leva anche sul fatto che Poeta e compagni non abbiano esattamente un attacco spumeggiante e siano squadra molto ondivaga. E che quindi può essere lo stesso spinta fuori partita.

È la prima tappa di quello che, negli auspici, deve essere un processo di recupero. Il test è probante, ma ormai non c’è più tempo per gli errori. Ci si aspetta di iniziare a vedere risultati.

Nickfiumi

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