Virtus-Trento: la presentazione della partita

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Si riparte. Passata la boa di metà campionato siamo alla prima di ritorno. E ospite al Paladozza arriva quella Trento che evoca il ricordo di una prima giornata beffarda, con uno svolgimento dell’incontro che sarebbe stato leit motiv del mese a venire. Da lì a oggi sono cambiate parecchie cose. Sul filo di lana è stata proprio la Virtus a beffare la Dolomiti Energia nella corsa alla Final Eight di Coppa Italia e gli stessi trentini, che partivano da vice campioni d’Italia, oggi si ritrovano in una situazione decisamente meno rosea delle attese.

Gli uomini di Buscaglia hanno avuto un andamento a singhiozzo fino a qua, alternando periodi di forma a strisce di sconfitte: cinque ko nei primi sette incontri, poi cinque vittorie in sei gare ed ora le due sconfitte con Sassari e Avellino, che diventano quattro consecutive considerando anche l’Eurocup, dove la situazione in ottica qualificazione è abbastanza compromessa.

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L’Aquila ha dovuto inseguire per tutta la stagione un assetto di squadra che ha tardato a formarsi. Il playmaker titolare Jorge Gutierrez, designato alla successione di Aaron Craft, si è infortunato durante la Supercoppa di inizio stagione ed ha saltato, di fatto, le prime tre gare di campionato. Poi c’è stata l’uscita di Chane Behanan, che all’andata tra l’altro fece parecchio male alla Virtus, col rientro di Dustin Hogue, protagonista della scorsa stagione, e il trasferimento di Filippo Baldi Rossi proprio alla Segafredo.

Facile capire come il record, al momento perdente (sette vittorie a fronte di otto sconfitte), dei trentini abbia più di una motivazione. Ed è anche facile immaginare come vorranno venire a Bologna per invertire il trend. Anche perché quello di oggi è già un match potenzialmente decisivo in ottica playoff. La Virtus ha due punti di vantaggio in classifica e dovesse riuscire a vincere ribaltando il -4 dell’andata si isserebbe in una posizione di classifica difficilmente recuperabile dagli avversari.

Le statistiche tradizionali dei giocatori di Trento

Come squadra la Dolomiti non ha un giocatore che spicchi particolarmente sopra gli altri, ne gioca un basket particolarmente spumeggiante. Ma con la sua difesa (che è mancata nelle ultime due sconfitte: 86 punti subiti di media) può fare molto male alle squadre avversarie. Individualmente i due giocatori a cui prestare maggiore attenzione sono Dominique Sutton, quattro sottodimensionato per altezza ma con fisico scultoreo e atletismo di livello superiore, e Shavon Shields, esterno pescato quasi casualmente l’anno scorso ma che sta confermando quanto di buono fatto vedere nel 2016/2017 con il suo basket fatto di energia e versatilità. Sono una coppia di giocatori particolari e che, proprio in conseguenza di queste loro particolarità, risultano difficili da accoppiare in difesa. Per di più, entrambi possono essere candidati affidabili per mettere le ganasce ad Alessandro Gentile. Sutton, per esempio, ha il miglior rating difensivo di squadra: 100,8, decimo in serie A.

E’ dalla panchina, però, che si alzano due giocatori in grado di cambiare in positivo le sorti degli incontri per Trento: Ojars Silins e Toto Forray. Il primo, esterno ex Reggio Emilia, sta raggiungendo la maturazione cestistica e con la sua taglia fisica e la precisione da dietro l’arco (46,4%, quinto in serie A) spesso è stato decisivo nelle vittorie dei suoi. Il secondo sta agendo da pompiere ai problemi di Jorge Gutierrez, che, anche dopo il rientro in gruppo, non è mai sembrato pienamente in controllo della squadra. Il capitano dei trentini, allora, sta giocando un’altra stagione di grande sostanza, con la garra che lo contraddistingue. 7 punti, 3 rimbalzi, 4 assists le sue medie e in un’importanza mai calata nelle rotazioni di Buscaglia.

Le statistiche avanzate dei giocatori di Trento

Di contro, oltre al già citato Gutierrez, chi non sta ancora convincendo appieno è Dustin Hogue, che nelle cinque partite fin qui disputate non ha ancora fatto vedere le cose eccezionali della scorsa stagione (9+5 di media col 44% al tiro) e in Marcus Slaughter avrà un avversario diretto tutt’altro che semplice. Discorso simile per Diego Flaccadori, che in assoluto non sta andando malissimo (8 punti in 21’ col 36% da tre), ma non ha mostrato di aver compiuto quel passo in avanti che ci si aspettava da lui.

Si configura, così, una partita tutt’altro che scontata. Dove la Virtus ha il pronostico dalla sua ma dovrà sudare per farlo rispettare. Consapevole che una vittoria con almeno cinque punti di vantaggio sarebbe una maniera eccellente per iniziare la seconda fase del campionato.

Nickfiumi

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