Virtus-Openjobmetis Varese: il post partita

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Come dopo Cantù. Con una partita che ha avuto uno svolgimento completamente diverso. Ma la sconfitta casalinga con Varese lascia le stesse sensazioni. Perché si poteva vincere. Perché arriva contro una diretta rivale. E perché, con un successo, si sarebbero messi in cassaforte i playoff. E invece così non è stato, anche se, conservando la differenza canestri e con davanti un calendario non impossibile, la qualificazione alla post season resta assolutamente alla portata. A maggior ragione dopo l’ufficializzazione di Jamil Wilson, un signor colpo per il campionato italiano: 13 punti e 6 rimbalzi di media col 40% da tre su quasi quattro tentativi a partita a Torino l’anno scorso, quindici partite a sette punti di media in 18’ coi Los Angeles Clippers in NBA quest’anno.

La domenica del Paladozza lascia l’amaro in bocca per una squadra che, in condizioni di organico quasi disperato (nel post partita si è appreso anche di una sindrome influenzale che ha messo praticamente fuori gioco Kenny Lawson) ha fatto gara di testa per trenta minuti. E nel parziale decisivo è stata penalizzata da alcune magate degli avversari e da un arbitraggio davvero di basso livello, che ha finito per avere un peso determinante sulla gara. Un dettaglio, che dettaglio non è. E fa montare ancora di più la delusione.

Il campo ha detto che la Virtus nell’ultimo quarto non è proprio riuscita a giocare, probabilmente anche per stanchezza. Sbattendo contro il muro difensivo eretto da Varese. Pietro Aradori, fino al terzo quarto incontenibile, non ha più segnato. Idem per Filippo Baldi Rossi, uno dei migliori nel primo tempo. Impossibilitata a trovare punti dai suoi migliori giocatori, la Virtus ha provato a bussare alla porta degli altri. Trovando risposte parziali, però, solo da Stefano Gentile. Mentre hanno mancato l’appello Marcus Slaughter (pure non insufficiente, giocando una gara alla pari con un avversario ostico come Tyler Cain) e Oliver Lafayette.

Il calo della ultime partite del playmaker Olimpia Milano è stato drastico, tanto che sarebbe più opportuno parlare di vero e proprio crollo. Nelle ultime quattro partite: 6 punti di media con 9/34 dal campo, 10 assists a fronte di 8 palle perse, -5 complessivo di plus/minus e la sensazione di un giocatore che sia in riserva di energie. Cosa che lo porta a sbagliare tiri come il sottomano nel finale di ieri, che avrebbe potuto riscrivere la storia del match.

L’emergenza Virtus anche nell’esiguo numero di quintetti schierati. Circa la metà di quelli che solitamente vengono messi in campo da Ramagli.

E l’assenza di playmaking, con Stefano Gentile che sta facendo vedere cose discrete ma è sempre molto altalenante nel suo rendimento, è un problema che la Virtus non può permettersi. La gara con Varese ha concesso 23’ a Alessandro Pajola, che ha confermato le sue incredibili doti difensive e la buona visione in attacco. Ma ha anche dimostrato come il suo gioco offensivo, in termini realizzativi, sia così indietro da renderlo, alla lunga, un problema per l’attacco. Varese, nei suoi minuti in campo, ha potuto ignorarlo sul perimetro, staccando sempre il suo difensore per mandare raddoppi in giro per il campo, intasando gli spazi e bloccando ulteriormente un attacco già di per sé poco fluido. E’ chiaro, ma lo si sapeva, che questa sarà l’aspetto su cui il giovane virtussino dovrà lavorare maggiormente da qui al futuro.

Se non altro ci sono state anche buone notizie. Per esempio l’ottimo impatto che la squadra ha avuto a rimbalzo, specialmente dopo la batosta sotto le plance patita con Torino. Varese arrivava come una delle migliori squadre, se non la migliore, a rimbalzo. E la Segafredo ha concesso poco o niente, lavorando forte di fisico, con uno Slaughter che ha fatto sentire esperienza e muscoli, ben coadiuvato dai suoi compagni: 26,9% di rimbalzi offensivi concessi a Varese, che di solito ne prende il 32%. 35% di rimbalzi offensivi catturati dai bianconeri, con la Openjob che, normalmente, ne concede quasi il 10% in meno.

Bene in generale il gruppo, anche se non è una novità. L’approccio alla partita è stato ottimo. Sui 40’ la squadra non si è mai disunita, finendo punita, ancora una volta, dagli episodi in cui gli avversari sono stati semplicemente più bravi a trovare canestri difficili per risolvere attacchi altrimenti sterili.

Ora resta da seguire alla lettera le parole di Alessandro Ramagli. Pessimisti fuori dalla porta. Niente è perduto. Da domani si torna in palestra con un nuovo giocatore. Contro Avellino tornerà Alessandro Gentile. Le trasferte di Pistoia e Reggio Emilia sono partite da vincere contro avversarie che niente più hanno da chiedere a questa stagione. E la gara casalinga con Avellino non è persa in partenza.

Ci si possono attendere altri quattro punti in classifica da qui alla fine. Che vorrebbe dire terminare a 32 punti. Una quota che, difficilmente, potrà tenere i bianconeri fuori dalle otto.

A questo link trovate le consuete riflessioni del post partita live dal Paladozza.

Nickfiumi

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