VNera Risponde: lasciare Punter in tribuna è stata una buona scelta?

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Virtus ancora sconfitta in casa, questa volta da Brindisi, al termine di una prestazione da 61 punti segnati (season low), 40% al tiro con 3/17 da tre punti.

Il tutto lasciando il proprio miglior attaccante, Kevin Punter, in tribuna per scelta (non esattamente) tecnica.

Ci chiediamo quindi, per quanto i ragionamenti del giorno dopo siano sempre abbastanza futili: ha avuto senso questa decisione?

La risposta ovvia è no. Come detto, per quanto in crisi ultimamente, Punter rimane l’attaccante potenzialmente più pericoloso della Virtus e, come ben sappiamo, i tiratori possono accendersi improvvisamente. I trentasei punti dell’ex AEK tirati fuori quasi dal nulla a Cantù sono lì a ricordarcelo.

A tutto questo aggiungiamo che Brindisi arrivava come seconda miglior difesa del campionato per defensive rating.

Non bastasse, vediamo la seguente tabella.

Dati riferiti ai play by play delle partite

Tralasciando quelli che possono essere i meriti o i demeriti del suo compagno di reparto, Pietro Aradori, quello su cui ci concentriamo, è di come si sia scelto, appunto contro una signora difesa e in una partita che definire cruciale è riduttivo, di rinunciare a opzioni di quintetto (Punter insieme ad Aradori, Punter senza Aradori o Punter in campo assieme a Martin e senza Aradori) che sono infinitamente meglio di quintetti dove Aradori deve giocare senza il numero 0 al suo fianco, avendo molto del peso dell’attacco sulle sue spalle.

Non sorprende così, forse, la prestazione da 2/9 al tiro e -22 di plus/minus del capitano, contro cui la difesa brindisina si è potuta concentrare maggiormente, non avendo al suo fianco l’altra principale minaccia offensiva.

In campionato, per dire, il solo avere Punter al fianco di Aradori aumenta il rendimento della squadra di otto punti ogni cento possessi: un’enormità.

Insomma, per il futuro ci auguriamo di vedere di nuovo tra i dodici il numero zero bianconero.

Nickfiumi

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