VNera risponde: la Virtus e il mercato, perché sì e perché no

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Poco da aggiungere al titolo. Nei giorni in cui si è tornati a parlare per qualche ora, insistentemente, di mercato, proviamo a rispondere alla domanda più impellente dell’anno, dando motivazioni ai perché sarebbe opportuno aggiungere un giocatore al roster di Ramagli e perché no.

MERCATO, PERCHE’ SI’

E’ la risposta ritenuta più sensata in questo momento. La squadra in campo dà il 101% praticamente ogni domenica. Con i suoi pregi e difetti la Segafredo si sta barcamenando tra il quinto e l’ottavo posto e dà l’impressione di essere davvero a un giocatore di buon livello dal poter essere una mina vagante che potrebbe spaventare tutti. Ci sono almeno due buchi nella rosa attuale: uno nello spot di playmaker, dove il titolare, Oliver Lafayette, pur dando alla causa tanta difesa, offensivamente ha dimostrato di avere qualche problema a gestire i ritmi della squadra, oltre a non avere molti punti nella mani, anche in ragione di un tiro da tre punti che doveva essere il suo marchio di fabbrica ma non entra con continuità (30.6%). Dietro di lui lo stesso Stefano Gentile sta vivendo una stagione difficile: su 31 playmaker del campionato italiano con almeno dieci partite giocate e 15’ di media è trentesimo per tiro da tre (24.5%) e percentuale dal campo (33.3%), ventinovesimo per tiri liberi (63%) e venticinquesimo per offensive rating (94.8) e net rating (-13.5). Alessandro Pajola sta crescendo di partita in partita, ma chiaramente non si può chiedere a lui di essere la guida della squadra. Un’aggiunta in questo ruolo sarebbe cruciale, magari permettendo a Lafayette di giocare più minuti da guardia, dove pare essere più a suo agio.

Poi c’è un vuoto sotto canestro. Dove Filippo Baldi Rossi sta crescendo (13 punti e 6 rimbalzi di media tra Cantù e Torino, con 11/14 al tiro), ma continua ad essere il solo Marcus Slaughter un opzione di livello credibile. Ndoja e Lawson hanno problemi, già affrontati su queste pagine, che in serie A li rendono giocatori non sempre schierabili. Pertanto un quattro atletico e con un po’ di capacità di aprire il campo servirebbe come il pane, attualmente.

Mettere almeno una pezza a queste due carenze sarebbe un plus di enorme valore per la squadra. Che si ritroverebbe più lunga nelle rotazioni e con una maggior qualità da mettere in campo. A maggior ragione ora che gli infortuni stanno cominciando a mostrare il conto (Ale Gentile, Umeh, Slaughter etc etc).

Aggiungere un giocatore, inoltre, sarebbe un segnale importante verso squadra e pubblico. I giocatori, vedendo arrivare un nuovo elemento, capirebbero come la società abbia l’intenzione di ottenere il massimo possibile da questa stagione. I tifosi sarebbero ripagati dell’affetto incondizionato che hanno dato alla squadra, riempiendo ogni partita il Paladozza, dopo una campagna abbonamenti trionfale.

E, infine, sarebbe un atto dovuto nei confronti di Alessandro Ramagli. Da più di un anno quotidianamente sulla graticola. E che ha sempre continuato a fare il suo lavoro in palestra, tirando fuori il massimo dagli atleti a sua disposizione. Gestendo con sapienza momenti di esaltazione e periodi di down. Meriterebbe di avere il meglio che i denari in cassa (che, con il premio italiani in arrivo, ci sono) possano permettergli di avere.

MERCATO, PERCHE’ NO

Sì, la Virtus ha un roster con problemi strutturali. Ma la forza della squadra, fin qua, è stata anche il gruppo. Che nei mesi si è compattato. Unendo quei due blocchi (quello della promozione e quello arrivato in estate) che, in agosto, pareva non potessero convivere. Ora in campo va una squadra che cerca sempre di aiutarsi e dà l’impressione di essere tutta alla stessa pagina del libro. Aggiungere un elemento che andrebbe a togliere minuti in campo a qualcuno e potrebbe alterare le armonie in spogliatoio è un rischio che va calcolato bene. Perché lo scenario in cui si fanno più danni che altro c’è e non è secondario.

Anche perché, diciamocelo, anche aggiungendo un giocatore, per quanto forte, la Virtus non si metterebbe certo a livello di Milano, Venzia, Avellino che, ad oggi, hanno roster troppo più lunghi e talentuosi per pensare che i bianconeri possano avere ambizioni di un certo tipo in questa stagione. Si tratterebbe di essere più competitivi su un turno di playoff (ammesso che i playoff vengano raggiunti), andando probabilmente incontro a un’eliminazione in semifinale. Che, certo, sarebbe comunque un ottimo risultato nella stagione del ritorno in serie A, ma alla fine dei conti sposterebbe il giusto in un quadro di ottica a lungo termine. Anche considerando che la dirigenza ha già, in sostanza, confermato la propria partecipazione alla Champions League per la prossima stagione, indipendentemente dal risultato del campo.

Quindi si tratterebbe di andare a spendere soldi, che potrebbero fare comodo nella prossima stagione, praticamente per “niente” (mettendo attorno a questo niente due belle virgolette). Si, perché nella prossima stagione i piani sembrano essere quelli di una società che vuole fare un ulteriore passo avanti, cominciando a costruire un palcoscenico europeo alla squadra e aumentando la competitività in Italia. Ma Zanetti, lo sappiamo, non è Armani. Ha disponibilità economiche, ma certo non le sperpera. Quello che verrà messo a disposizione andrà speso con sapienza, perché non ci saranno fondi infiniti per rimediare agli errori. E pertanto, quanto di risparmiato oggi può essere un discreto plus nel futuro. E’ un discorso utilitaristico, che non va certo incontro ai desiderata dei tifosi, ma serve anche, ogni tanto, mettersi nell’ottica di chi comanda la baracca e questi ragionamenti deve, gioco forza, farli.

Venendo al campo va anche notato come di giocatori che rispondessero all’identikit ricercato dalla Virtus (playmaker o 3/4 atletico) di vero valore fino ad oggi non ce ne sono stati molti disponibili. Anche perché, aggiungere un giocatore tanto per aggiungerlo sì che farebbe più danni che altro. Se guardiamo a quelli che sono arrivati nelle altre squadre italiane a stagione in corso, in effetti, nessuno ricade nelle due tipologie ricercate e quelli che ci ricadrebbero (Kuzminskas, Austin Daye) sono andati in squadre con cui, per ora, la Virtus, a livello di mercato, non può competere. Quindi probabilmente la voglia della società di andare sul mercato è stata relativa, ma anche perché l’offerta non era esattamente di livello. E va anche considerato che, l’aggiunta di un lungo andrebbe ad innestare un elemento a un reparto dove ci sono già quattro giocatori per due posti, con Alessandro Gentile “quinto incomodo” che può stazionare con profitto da quattro tattico. Ergo, significherebbe far fuori uno tra Ndoja (capitano) e Lawson (che abbiamo visto come possa comunque dare un contributo importante), non allungando veramente le rotazioni.

Infine, il dover lavorare per forza sul  gruppo ha avuto anche effetti positivi. Su tutti l’emergere di Alessandro Pajola, che ormai è ritenuto a tutti gli effetti un giocatore da rotazione e ogni partita aggiunge qualcosa al suo bagaglio tecnico e d’esperienza. Visto che per il prossimo anno si vuole contare su di lui, che è un ragazzo del settore giovanile, che lavora come un ossesso in difesa, ha la testa sulle spalle e sembra davvero possa essere uomo per il futuro bianconero, ha senso togliergli minuti per far spazio a un americano che sosterebbe a Bologna probabilmente solo per un paio di mesi per poi andare a prender soldi da altre parti?

 

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Nickfiumi

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