Pesaro-Virtus: il post partita di VNera

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Ancora una vittoria in scioltezza per la Virtus, che passa a Pesaro con il risultato finale di 94-79, forse nemmeno troppo rispondente all’andamento della gara. Bianconeri sempre in controllo e campo che ha mostrato due squadre, oggi, di livelli completamente diversi.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: vittoria per 94-79.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Avvio di partita con attacchi protagonisti. Gaines è il faro per la Virtus, Drell trascina Pesaro. I bianconeri, comunque, hanno sempre un’arma in più e, pur tardando ad avere impatto difensivo sulla gara, sono già avanti di sei alla prima sirena. Teodosic ispira il gioco con un paio di assisti incredibili. Hunter e Gamble sotto canestro dominano e in un attimo la forbice si spalanca fino al 51-28. Da lì in poi non c’è granchè da raccontare. Pesaro non ha le risorse per rientrare e la Segafredo controlla con tranquillità la partita, dando diversi minuti anche a Nikolic nell’ultimo quarto.

FATTORE X DELLA PARTITA: troppa la differenza di qualità e lunghezza del roster. Pesaro ruota i suoi giocatori e, comunque, cerca di fare le proprie cose. Ma gli interpreti virtussini sono troppo superiori da un punto di vista di esperienza e tecnica. Sotto canestro è un massacro, mentre in attacco fioccano i tiri aperti, con Gaines, in particolare, infallibile a infilare la seconda ottima partita dopo quella di mercoledì col Maccabi Rishon.

PROSSIME PARTITE: due partite casalinghe attendono ora la Virtus. Martedì arriva ospite Andorra, mentre sabato in campionato si anticipa con Varese. Due gare che cominciano ad alzare il livello medio delle avversarie che, poi, nelle gare successive salirà ulteriormente.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Frank c’è

Si parlava, nelle settimane scorse, di come Frank Gaines dovesse recuperare fiducia e tranquillità. Beh, se col Maccabi Rishon l’ex Cantù ha segnato pur tirando maluccio dal campo, ieri sul campo di Pesaro Frank ha messo in piedi una prestazione balistica da stropicciarsi gli occhi: 19 punti con 6/6 dal campo in appena 14′ di utilizzo. Lo si è visto tornare a giocare con quella serenità che aveva avuto nelle prime due partite. Ha aspettato, come chiede Djordjevic, che la partita andasse da lui. E i risultati sono arrivati puntualmente.

2. Giornata record a rimbalzo

49 rimbalzi catturati. 67% di total rebound percentage. La Virtus continua a mettere assieme numeri di grande qualità nel pitturato. Ma la partita con Pesaro è stata davvero una giornata particolare. Dal ritorno in serie A, i bianconeri hanno fatto segnare il proprio record di squadra in entrambe le voci statistiche. Precedentemente il meglio lo avevano prodotto con 44 rimbalzi catturati, due volte, nel 2017 contro Cantù e a febbraio 2019 contro Avellino. In termine di total rebound, invece, il record dell’ultimo triennio era un 58.8% in una sconfitta casalinga con Venezia a ottobre 2017, numero, peraltro, già ritoccato verso l’alto altre due volte in questa stagione (con Roma e Pistoia).

3. La difesa continua a mordere

Quarta partita su sei incontri ufficiali con defensive rating sotto quota cento per la Virtus. Certo, obbligatoria la tara al fatto che si sia giocato contro avversari, tolta Venezia, non di primissimo livello. Ma rimane il fatto che anche a Pesaro si siano viste buone cose nella propria metà campo, specialmente in termini di rotazioni e collaborazioni di squadra che funzionano già discretamente, per essere solo metà ottobre. Che Djordjevic conti molto su di una difesa d’acciaio non è un mistero. Per ora le risposte dei suoi giocatori sono molto buone.

4. Cresce la fiducia in Pajola

Aggiornamento settimanale sull’andamento di Alessandro Pajola, come ben sapete, pupillo nostro da tempi non sospetti. Il fatto che lo staff tecnico conti su di lui è evidente e anche ieri Djordjevic ha speso parole di elogio a fine gara. C’è un dato, dalla partita di Pesaro, che da solo dimostra quanto, ad oggi, la panchina Virtus si fidi del ragazzo marchigiano: venti minuti in campo per lui. Nelle passate due stagioni Pajola aveva giocato più di venti minuti in una partita solo in quattro occasioni complessive.

5. Sotto canestro si fanno fortune

Ventotto canestri da due punti col 62% di realizzazione per la Virtus, che anche a Pesaro ha confermato la tendenza a cercare quanto più possibile il da dentro l’area. Se la gara col Maccabi era stata un po’ un’inversione di tendenza da questo punto di vista (più che giustificata dalle percentuali), a Pesaro si è tornati allo spartito che ha contraddistinto questo inizio di stagione. A oggi, in serie A, solo Trento ha un differenziale più alto tra conclusioni da due punti e tre punti tentate, parametrate su cento possessi. 55,7 contro 26,3 per la Dolomiti, 50,2 contro 25,5 per i bianconeri (dati Hack-a-Stat).

Nickfiumi

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